A proposito di grassi…


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semi di lino

Per anni, i grassi sono stati ritenuti i nemici dalla dieta. Molti studi hanno stabilito la correlazione tra il consumo di grassi saturi e patologie cardiache. A partire dagli anni 50, molti esperti in nutrizione iniziarono a suggerire di ridurre il consumo di grassi non solo per ridurre il rischio di malattie al cuore, ma anche perché i grassi sono più calorici di proteine e carboidrati e quindi ritenuti i principali responsabili dell’aumento del peso. Molte persone seguirono questo consiglio, ma nella maggior parte dei casi il risultato fu controproducente: le calorie perse dai grassi furono rimpiazzate da quelle dei carboidrati, spesso raffinati. Inoltre, fu ridotto il consumo di grassi buoni come quelli dell’olio d’oliva. In realtà, invece di ottenere una perdita di peso, la riduzione del consumo di grassi fu accompagnato da un aumento di peso ed obesità!  

Lentamente si capì che il messaggio “i grassi fanno male” era sbagliato. Esistono diversi tipi di lipidi: i grassi saturi che si trovano soprattutto in carne e prodotti caseari sono i principali responsabili di problemi cardiovascolari in quanto contribuiscono all’ostruzione delle arterie; i grassi monoinsaturi e polinsaturi che si trovano soprattutto nei vegetali, nella frutta secca e in alcuni oli hanno un EFFETTO PROTETTIVO sulla salute. I grassi incidono lievemente sui livelli di zuccheri, sono un’importante fonte di energia ed aiutano ad assorbire alcune vitamine e nutrienti importanti. 

Una categoria di grassi essenziali per funzioni fisiologiche è quella dei grassi omega-3. Gli omega-3 sono importanti in quanto hanno una funzione protettiva a livello cardiovascolare ed una funzione preventiva nel confronti di ictus ed infarto. Inoltre, ci sono evidenze riguardo al miglioramento della produzione di insulina. I grassi omega-3 non sono prodotti dal nostro organismo ed è quindi necessario introdurli con l’alimentazione. Si trovano principalmente in pesce (soprattutto tonno, sardine e salmone), frutta secca (noci, mandorle e nocciole), verdure a foglie verdi (spinaci, broccoli e lattuga), leguminose (fagioli, lenticchie e piselli), semi di lino, alghe ed alcuni cereali come l’avena.

Gli acidi grassi trans invece sono i più dannosi per la salute. Sono grassi formati quando viene aggiunto idrogeno a grassi insaturi per solidificarli: si tratta di idrogenazione industriale che ha lo scopo di favorire alcune lavorazioni industriali e dare corpo agli alimenti. Questi grassi aumentano il colesterolo cattivo LDL, mentre riducono quello buono HDL, favoriscono l’infiammazione, e sembrano incrementare il rischio di coagulo del sangue. Mentre negli Stati Uniti è obbligatorio dichiarare sull’etichetta nutrizionale la presenza di acidi grassi trans (e dal 2018 verranno vietati), in Europa non lo è! Solo in alcuni Paesi come in Danimarca e Austria sono state poste soglie severe. Ovviamente questo non è sufficiente. Anche se da una parte la consapevolezza dell’opinione pubblica sta crescendo, dall’altra la maggior parte dei cittadini europei non è ancora protetta da legislazioni anti-TFA (acidi grassi trans).

 

Fonte: Harvard Health Publications, Are fats so bad?

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