Salute femminile: una questione di stato (SOCIALE)


La medicina moderna ci insegna che tutto nel campo della salute è determinato biologicamente, chimicamente o geneticamente. Questo riduzionismo sempre maggiore ci porta a tralasciare il forte impatto che le strutture SOCIALI, le DISCRIMINAZIONI DI GENERE e le RELAZIONI INTERPERSONALI hanno sulla nostra salute. […]

Tutti i fattori sociali, sia quelli legati al nucleo familiare (MICRO fattori) che quelli sociali e strutturali (MACRO fattori), si accumulano ed interagiscono tra loro nel determinare la nostra salute. Si è visto che i fattori familiari influenzano molto le scelte personali di entrambi i sessi, mentre i fattori sociali hanno un peso maggiore nel determinare la salute delle DONNE. […]

Il fattore sociale che più determina un cattivo stato di salute per le donne è il basso stato socio-economico. Come spiega l’Organizzazione Mondiale per la Salute, le donne “omega”, in tutto il mondo, sono statisticamente meno longeve, più a rischio di sviluppare vari problemi di salute, tra i quali problemi cardiovascolari e gastrointestinali, renali, polmonari, ai muscoli e alle ossa, e in genere di sviluppare più tumori e malattie croniche del resto della popolazione, anche a parità di comportamenti a rischio (fumo ecc.).

E’ il fattore SOCIALE a fare la differenza, più che quello ECONOMICO (anche se, purtroppo, vanno spesso a braccetto).

Il motivo: meno prestigio sociale viene assegnato ad una donna (o meno se ne auto-assegna!) e più aumenta automaticamente il suo livello di stress, per via di mancanza di serenità, di sicurezza, di autostima e di controllo sulla propria vita, e nei casi più gravi, anche sul proprio corpo.

Più si scende il gradino, più aumentano i comportamenti negativi che danno origine ad un vero e proprio effetto domino e ci mettono a rischio di cadere sempre di più anche in altri settori, in un incastro di scatole cinesi dalle quali diventa difficile uscire. Una donna “socialmente povera” tende infatti a: fare meno attività fisica, fumare e bere di più, studiare di meno, vivere in zone peggiori della città (più inquinate,…), avere meno conoscenze sull’importanza della dieta sulla salute, acquistare meno frutta e verdure e consumare più cibi spazzatura. […]

Uno studio effettuato su circa 7000 soggetti ha notato che le persone più isolate hanno tassi più alti di mortalità precoce rispetto al resto della popolazione, per ogni sorta di causa. Sembra quasi che l’essere umano abbia un meccanismo interiore che lo porta a farsi da parte quando non è più utile a nessuno…

Una caratteristica che hanno in comune le donne centenarie è proprio la BUONA AUTOSTIMA, la sensazione di avere ancora qualcosa da dare agli altri (fare volontariato, curarsi di qualcuno, anche di un animale domestico) o la presenza di un gruppo di amiche o di un supporto all’interno del quale sentirsi apprezzate.

Ricordiamoci che i geni non sono tutto…

8 marzo tutti i giorni. Auguri a tutte le donne!

la donna Klimt

Fonte: La Salute di Eva. A. V. Eltanin

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