Mangiamo per vivere o viviamo per mangiare?


E’ una domanda che forse ci siamo già posti o ci hanno già posto e che presuppone due differenti filosofie di vita: chi “mangia per vivere” usa il cibo per nutrire il corpo dando al cibo una valenza puramente fisica nutrizionale; chi invece “vive per mangiare” considera il cibo soprattutto come piacere da gustare e da soddisfare nel miglior modo possibile, senza badare alle conseguenze dannose di un eccesso. Ovviamente la risposta più adeguata contempla entrambe le “filosofie”. 

Noi mangiamo per:

– Dare energia alle cellule e ai tessuti del corpo.

– Crescere e mantenere l’equilibrio metabolico.

– Soddisfare uno degli organi di senso più importanti per il nostro benessere, anche psicologico e sociale: il gusto.

Lo sviluppo dell’arte culinaria presente in ogni società e cultura evoluta, ne è un segnale tipico. Basti pensare che le varie civiltà che si sono sviluppate dall’antichità fino ad oggi ne hanno scandito i ritmi e i rituali della vita (nascita, anniversari, ingresso nell’età adulta, matrimonio, morte, successi, riti religiosi sacrificali, raccolta di frutti della terra ecc.) con banchetti, libagioni e manifestazioni culinarie.

Pertanto, oggi, alla domanda “Perché mangiamo?”, si potrebbe rispondere: “Per mantenere una buona salute fisica, psichica, sociale”.

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Fonte: “Quale cibo per quale cultura” L. Proietti

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